Diario di un alieno

La teoria del “visualizzo e non rispondo”

Impegnato, Mediatore, Tattico, Stronzo, Disinteressato. Scopri a quale profilo appartieni.

Ho avuto il mio primo cellulare a 17 anni, quando i produttori di telefonini facevano a gara a chi lo costruiva più piccolo. Erano i tempi in cui se non stava in un taschino praticamente non eri nessuno. All’epoca esistevano soltanto le telefonate e gli sms che, poiché costavano un botto, venivano spesso boicottati con i famosissimi “squilli”. Uno squillo: ti penso. Due squilli: ti voglio. Tre squilli: cazzo rispondi! Erano gli anni in cui il cellulare veniva usato per i veri scopi per il quale era stato inventato: niente fotocamera, niente social, niente whatsapp, niente di niente… Chiamate ed SMS: stop!

L’attesa di qualsiasi risposta era decisamente meno ansiogena di oggi: “avrà finito il credito”, “avrà il telefono scarico”, “starà lavorando”… Nessuna doppia spunta blu. La madre di tutte le ansie è nata dopo le ansie stesse, con l’avvento della messaggistica istantanea e oggi, il nemico più temuto di tutti, innamorati e non, è diventato l’oramai celeberrimo “visualizzato”.

Alzi la mano chi, almeno per una volta nella propria vita digitale, è stato vittima del binomio “doppia spunta blu/nessuna risposta”. Come vi siete sentiti? Tristi, delusi, incazzati, ignorati? Diciamoci la verità, nel 2016 un messaggio senza risposta equivale ad un vero e proprio attacco di panico: “Perchè mi ignora?”, “Ha appena messo un like ad un post su Facebook, perché non mi risponde?”, “Sarà al telefono? Ma con chi?”. La mente umana è capace di creare il peggior scenario possibile e non riesce a tranquillizzarsi fino a quando non vede quel “sta scrivendo” che riporta di nuovo il sereno.

Ma quali sono le vere motivazioni che spingono una persona a visualizzare un messaggio e a non rispondere? Studi (poco) scientifici dimostrano che l’uso di questa metodica può essere spiegata in vari modi:

L’impegnato.

Visualizza, legge e poi… Non risponde perché ha altre diecimila cose da fare più importanti. Magari si mette alla guida, inizia il suo turno di lavoro, oppure viene telefonato o fermato da un conoscente o da un cliente. Se vi risponde, anche dopo tanto tempo, ritenetevi fortunati. Di solito infatti, l’Impegnato non ha un buon rapporto con il cellulare (specialmente con whatsapp e simili) e lo usa proprio come si faceva tanti anni fa: ci telefona e basta! Allineatevi!

Il mediatore.

Nelle situazioni più critiche e nei messaggi più scottanti, il Mediatore, prima di rispondere, cerca bene i vocaboli da utilizzare. Di solito scrive prima il suo messaggio nelle note, lo legge e lo rilegge più volte e poi, con un veloce copia e incolla, lo invia al destinatario finale. Il Mediatore, visualizza e non risponde perchè da molto peso non solo a ciò che scrive ma anche a come lo fa. Se avete un amico così, ritenetevi fortunati: vi dirà sempre ciò che pensa senza ferirvi mai.

Il tattico.

“Se rispondo subito sembrerò disperato”. Il primo pensiero del Tattico è quello di non risultare una persona impaziente; capace di stare con il telefono in mano anche in bagno nell’attesa di un messaggio più o meno importante. Così dopo aver visualizzato, cronometro alla mano e sudore sulla fronte, tende a rinviare la risposta di un paio di minuti (perchè più di tanto, comunque, non riescono a resistere) e di solito lo fa con un laconico “ok” o un “pollice in alto”. Mentre il Tattico festeggia tra coriandoli e squilli di tromba, chi riceve il messaggio pensa: “questo è scemo!”

Lo stronzo.

Direttamente collegato alla teoria dei piattini, lo Stronzo ama visualizzare e non rispondere solo per il gusto di tenere l’altro sulle spine. Gode nel sapere che la doppia spunta blu ha generato, in chi riceve il messaggio, quell’ansia di cui parlavo sopra e una serie di domande alle quali solo e soltanto lui potrà dare risposta. Lo sport che gli riesce meglio è “avere il coltello dalla parte del manico”, usandolo a suo piacimento e affondandolo quando crede più opportuno. L’unica arma per poterlo combattere è l’indifferenza: provateci!

Il disinteressato.

Visualizza e non risponde perchè non gliene frega niente. E non lo fa perchè è Impegnato, Tattico o Stronzo ma perchè è semplicemente disinteressato a ciò che gli viene scritto. Nella maggior parte dei casi legge il messaggio molto distrattamente e poi, per evitare che in un momento di ipossia cerebrale possa inavvertitamente rispondere, lo cancella. Apatico o non, il Disinteressato risponde solo a ciò che più gli aggrada, con i suoi modi e i suoi tempi. Se avete un amico così, liberatevene!

E voi? Vi riconoscete in uno o più profili?

Diario di un alieno

La teoria dei “piattini”

L’amore malato spiegato grazie ad un “numero” circense.

Non vado al circo da una vita. Anzi, a dirla tutta, il circo manco mi è mai piaciuto. Qualche volta però, soprattutto sotto Natale, mi è capitato di vederlo in televisione insieme a mamma e papà, comodamente seduto sul divano di casa. Uno dei miei “numeri” preferiti è quello in cui un giocoliere, con enorme maestria, fa girare una quantità innumerevoli di piattini su un asticella sottile quanto ad uno spago. Il tutto, senza farli mai cadere a terra. Trovo avvincente il modo in cui riesce a tenerli in equilibrio ed affascinante non solo come riesce a calibrare la forza da imprimergli (mai troppa o troppo poca) ma anche il modo in cui riesce a calcolare il tempo necessario a dare un colpo a tutti, a far sentire la sua presenza, a dire “io ci sono, adesso gira che poi torno”.

Più o meno, è quello che faceva un mio vecchio conoscente con le innumerevoli persone che frequentava. A loro insaputa e in maniera alterna, a queste persone (i piattini), veniva fatto credere di essere le “uniche e sole”. Con enorme destrezza, grazie ad accorti gesti e a misurate parole, dava loro un piccolo “colpo”, le faceva “girare”, le illudeva e si allontanava. Mai per troppo o per troppo poco. Il tempo necessario a non farle mai stancare, a non farle mai perdere l’equilibrio e cadere rovinosamente a terra. Sempre pronto, con un sms, una telefonata o un’uscita, ad un nuovo colpo e ad un nuovo giro.

Quando nel 2011 ho formulato per la prima volta la teoria dei piattini, non conoscevo ancora il successo che avrebbe riscosso ogni qual volta l’avrei raccontata ne, in particolar modo, quante volte sarebbe calzata a pennello sulle storie d’amore che mi sarebbero state narrate. E invece, con mio enorme dispiacere, in questi anni mi sono reso conto che il mondo è pieno di giocolieri a cui piace non solo divertirsi con i sentimenti delle persone ma anche con le persone stesse. Narcisismo, egocentrismo, opportunismo, insicurezze varie, paura di restare da soli… Sono tante le motivazioni che spingono questi soggetti a travestirsi da circensi e a trasformare gli altri in tanti piattini da far girare continuamente intorno a se. Ma sono davvero così capaci come si pensa?

Chi ci inganna è bravo a farlo per natura oppure siamo noi a renderlo tale perchè glielo permettiamo? Sono più abili gli altri ad ingannarci oppure noi a farci ingannare?

E a voi? Questa teoria vi convince?