Diario di un alieno

Le vite degli altri

Da attori a spettatori. Quando ciò che vogliono gli altri diventa più importante di ciò che vogliamo noi.

Il cielo è stato sereno anche oggi, più azzurro del solito. Eppure pochi lo hanno guardato bene, a lungo. La maggior parte ha rivolto il suo sguardo verso il basso. E non per guardarsi i piedi, ma per spiare nelle vite degli altri.

Aggiornamenti di stato, foto, link, citazioni, riflessioni… Tutto ci parla degli altri, ci permette di capire come vivono, cosa pensano, quali sono i loro desideri e le loro frustrazioni. C’è il “Mi Piace” strategico, quello disinteressato, quello dato per amicizia oppure per “presa visione”. Insomma, tutto quello che una volta poteva essere detto guardando una persona negli occhi, adesso viene filtrato ed edulcorato attraverso i Social Network, dove tutti possono sembrare più belli, più affascinanti, più bravi, più buoni… Più tutto insomma!

Ma è davvero così?

Vi sarà sicuramente capitato di leggere un post di qualche vostro “amico” e di pensare, magari anche a voce alta: “guarda chi parla” (a questo punto “guarda chi scrive”). Ipocriti che si scagliano contro l’ipocrisia, falsi che si professano paladini della verità, traditori che inneggiano alla fedeltà… Ce n’è per tutti i gusti. L’identità digitale, che dovrebbe essere una sorta di espansione della propria persona in carne ed ossa, oggi è diventata una sorta di seconda identità. Un modo per mettere in vetrina “ciò che vorrei essere” facendolo passare per “ciò che sono davvero”. Ma siete davvero sicuri che queste persone siano davvero così come vogliono farvi credere? E soprattutto… Per voi, è così importante?

Le cose davvero importanti.

Forse no, eppure anche se molto spesso conoscete la verità, alcuni post o alcune foto possono provocare in voi un sentimento di invidia o di ira, di tristezza o di frustrazione. Insomma… Non vi fanno proprio bene. Eppure siete sempre lì… Con gli occhi aperti e il dito puntato per aggiungere il vostro like o il vostro commento. La vostra curiosità è così forte che piano piano, le vite degli altri, diventano più importanti della vostra e passate più tempo a spiare chi non vi vuole piuttosto che a coltivare i rapporti con chi vi ama. Albanese, nel suo “Storia di un uomo affranto” scrive: “Abbiamo sempre delle cose più importanti da fare che non ci fanno stare bene, come se stare bene non fosse abbastanza importante”.

Facciamo un gioco… Anzi due.

Il nome del primo potrebbe essere “Ti voglio bene” e consiste nel non controllare ne Facebook ne WhatsApp quando siete in compagnia di un’altra persona. Un caffè, una pizza, una passeggiata… Fate lo sforzo (più che positivo) di concentrare tutte le vostre energie su voi stessi e tutta la vostra attenzione sull’altra persona. Non solo conoscerete meglio chi vi sta di fronte, ma attraverso lei, imparerete a conoscere meglio anche voi stessi e il vostro modo di pensare e di agire.

Il nome del secondo, invece, potrebbe essere “Mi voglio bene” ed è anche molto comodo da fare, perchè si fa a letto, prima di andare a dormire. Chiudete gli occhi e ripercorrete mentalmente la vostra giornata. Pensate al momento più piacevole e a quello più difficile dando il giusto spazio ad entrambi. A quello più piacevole, soffermatevi su chi e dove eravate e perchè vi provochi un sentimento di calma e serenità. A quello difficile, invece, concentratevi sul come poterlo superare, se ci sono cose o persone che vi possano aiutare a superarlo e ripetete a voi stessi “ce la devo fare”.

Siete pronti a mettervi in gioco?