Vacanze in forma

Le vacanze rappresentano un’importante occasione, oltre che per riposarsi, per dedicare più tempo a se stessi. Una pausa da concedere al corpo e alla mente. Vediamo come passarle al meglio.

Con più tempo a disposizione si possono sperimentare situazioni inedite, mettendo in gioco le proprie abilità, allacciare nuove amicizie o approfondire quelle di sempre. Inoltre, il momento delle vacanze può essere sfruttato per fare attività fisica, praticando uno sport nuovo o semplicemente per muoversi un po’ all’aria aperta, controllare l’alimentazione con una dieta più equilibrata e imparare a rallentare i ritmi di ogni giorno.

Uno studio condotto dalla State University di New York ha dimostrato che spezzare la routine quotidiana con un periodo, anche breve, di ferie migliora lo stato di salute generale. Soprattutto le vacanze estive hanno una spiccata valenza rigenerante: la ragione risiede nel fatto che sono di norma più lunghe e arrivano a circa alla metà dell’anno, dopo i mesi invernali, quando le energie sono esaurite. Sole, aria, luce prolungata e tanto tempo libero a disposizione sono tutti elementi che, in vario modo, favoriscono il benessere, con molti vantaggi che si manifestano sul corpo e sulla mente.

BENESSERE PSICHICO

In vacanza si dorme più a lungo e si vive alla giornata, senza essere incalzati dalle preoccupazioni e dalla fretta. Il primo effetto di questi nuovi ritmi si riscontra sul sistema ormonale, che ritrova l’equilibrio messo a dura prova dal lavoro e dalle tensioni prolungate. Distrarsi, muoversi, gratificarsi con piccoli piaceri, interrompe quel meccanismo quotidiano in cui il corpo viene costantemente messo sotto stress, riportando l’assetto ormonale alla normalità e stimolando il cervello a produrre endorfine, molecole con caratteristiche simili alle sostanze oppiacee (proprio quelle si!), che infondono uno stato di euforia e buon umore. La luce solare, infine, favorisce la secrezione di serotonina, una sostanza a effetto calmante.

BENESSERE FISICO

Gli effetti benefici delle vacanze si avvertono su tutto l’organismo e si concentrano su specifici organi e apparati. I raggi ultravioletti (luminosi) e infrarossi (termici) prodotti dal sole hanno un effetto purificante sull’epidermide. I primi, infatti, combattono le pelli acneiche e la psoriasi. I secondi favoriscono l’eliminazione delle tossine. Attenzione però agli orari di esposizione. Non dopo le 11 e non prima delle 16 e sempre con una adeguata protezione sulla pelle.

Le radiazioni solari sollecitano l’organismo a produrre la Vitamina D, sostanza indispensabile per fissare il calcio nelle ossa. E’ questo il motivo per cui l’esposizione al sole aiuta a prevenire il rachitismo nei bambini e a contrastare artrosi, reumatismi e osteoporosi, una malattia che determina un progressivo indebolimento della massa ossea e che colpisce soprattutto le donne dopo la menopausa.

Anche chi normalmente non è abituato a fare sport, in vacanza tende a muoversi di più. Nuotare, andare in bici, correre, camminare, sono attività che potenziano i muscoli e incrementano il dispendio di energia. Se l’attività fisica è costante, l’effetto tonificante e dimagrante è di lunga durata, perchè si rimette in moto il metabolismo impigrito e l’organismo impara a bruciare più calorie e grasso.

Infine, movimento e relax sono due toccasana anche per il sistema cardiocircolatorio e respiratorio. In vacanza si stabilizza la pressione, si regolarizza la frequenza cardiaca e migliorano allergie, asma e bronchiti.

Ti senti già meglio vero? E allora buone vacanze!

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Come rimanere in forma e in salute

L’attività fisica è una pratica fondamentale per mantenersi giovani, snelli e tonici nonostante il passare degli anni. Il segreto sono gradualità, costanza e una “VitAttiva”.

Lo sai che una persona poco allenata, quando inizia ad allenarsi, brucia comunque pochi grassi? E che già solo dopo 4 settimane di attività, con l’aumento della massa muscolare, ne può smaltire una quantità 50 volte superiore? La continuità dell’allenamento amplifica gli effetti sulla linea e diminuisce l’entità degli sforzi da compiere per ottenere un fisico magro, tonico e scolpito.

Ma attenzione! Bisogna fare molta attenzione a come ci si allena: correre per mezz’ora alla settimana serve a molto poco ma anche affaticarsi con training molto duri non giova alla forma fisica (e anche a quella psichica). L’approccio corretto sta come sempre nel mezzo: programmare un training calibrato, che non comporti sforzi eccessivi ma stimoli il lavoro muscolare di tutto il corpo.

Ecco perché i nostri workout durano 40 minuti e spaziano dalle attività più blande a quelle più intense. Alternandole sapientemente, si lavora in modo variato e leggero, con la garanzia di non riportare danni alle articolazioni e alle ossa. Il nostro coach ci tiene al fatto che gli esercizi non vengano eseguiti in maniera meccanica ma prestando molta attenzione alle reazioni del proprio corpo. Studi medici, infatti, hanno dimostrato che la concentrazione consente una migliore esecuzione della pratica e una più efficace memorizzazione.

Altri studi, questa volta sull’invecchiamento, hanno invece rivelato che le persone che fanno attività motoria, vivono decisamente più a lungo, perché proteggono meglio la salute del cuore e l’efficienza del sistema immunitario. Non solo, anche gli altri organi, grazie al migliore funzionamento del sistema cardiovascolare, ricevono più nutrimento e ossigeno, migliorando la loro efficienza. Infine, stimolato dal movimento, il cervello produce più serotonina, l’ormone del buonumore che, come un vero e proprio sedativo naturale, placa lo stress e seda la fame ansiosa.

Ma anche lo sportivo più appassionato si allenerebbe malvolentieri se dovesse praticare un’attività che non lo gratifica. Scegli sempre l’attività che ti piace di più e programma gli allenamenti in giorni e orari che non ti costringano a corse, fatiche e rinunce. Il nostro coach sa bene che la costanza è fondamentale. Per questo ci tiene affinché tutti i corsi di VitAttiva, oltre ad essere efficaci, siano anche divertenti. L’allenamento è molto più proficuo se lo fai sorridendo.

Non ci credi? Allora provaci e te lo dimostreremo.

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I benefici dell’attività fisica

L’attività fisica è una delle migliori strategie per risolvere alcuni dei problemi legati alla vita sedentaria e all’obesità adulta e infantile.

Avere un corpo snello e soprattutto sano, un peso ragionevole e una muscolatura tonica sono tutti fattori indispensabili per sentirsi a proprio agio in ogni situazione, per vivere più intensamente e con più gusto le piccole e grandi sfide della quotidianità. Lo scopo è quello di piacersi, ma anche di permettere al fisico di rispondere adeguatamente all’avanzare degli anni. Oggi, grazie a specifiche linee guida stilate dagli enti che tutelano la salute pubblica e grazie all’evoluzione delle conoscenze nel campo della salute, si possono seguire percorsi che, in tutta sicurezza, portano a migliorare l’aspetto esteriore ottimizzando l’efficienza dell’organismo.

Puoi dimagrire senza troppe privazioni, ringiovanire senza correre rischi, sentirti più bello e al tempo stesso combattere piccoli o grandi disturbi che, con il passare del tempo, diminuirebbero la qualità della tua vita. Ti va’ di provare?

L’unica strada possibile è associare il fitness alla dieta. Per tornare e restare in forma, dieta e palestra da sole non bastano: i risultati si ottengono sfruttandole in sinergia. L’attività fisica, infatti, vivacizza il metabolismo, consentendo di bruciare più calorie anche nei giorni in cui non ci si allena. Correndo, pedalando o sollevando pesi si attivano particolari cicli metabolici che aiutano a consumare energie. E’ la teoria del grasso bruno: una parte di tessuto adiposo che, come una stufa, utilizza i grassi per produrre calore e viene attivata proprio dalle endorfine rilasciate durante la pratica sportiva. Ecco perchè anche diverse ore dopo l’allenamento, si continuano a bruciare circa il 10% in più delle calorie abituali, persino dormendo o restando seduti a guardare la TV.

Ma lo sport è davvero un rimedio per tutto. Anche chi non ha problemi di peso o di salute dovrebbe approfittarne in chiave preventiva, perchè la vita sedentaria è responsabile per il 50% dell’invecchiamento muscolare e favorisce malattie come l’osteoporosi, le cardiopatie e il diabete. Fare ginnastica regolarmente, inoltre, aiuta a proteggere le ossa, la salute delle articolazioni e potenzia le difese immunitarie.

Sono moltissime le persone che vengono da me dopo anni di inattività che vogliono tornare a sentirsi più sani e più in forma. Ma più sono gli anni di sedentarietà e più tempo ci vuole per recuperare le funzionalità perdute. Perchè aspettare ancora?

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5 domande (e risposte) sul Pilates Vertebrale

Il Pilates Vertebrale nasce come naturale evoluzione del Metodo Pilates. Un mix tra il Pilates classico, la ginnastica posturale e lo Yoga. In questo articolo rispondo alle 5 domande che mi vengono fatte più frequentemente.

Quante volte alla settimana bisogna praticare il Pilates Vertebrale?

Considerati i numerosi impegni della vita quotidiana, consiglio sempre di non strafare e di frequentare almeno due lezioni a settimana, da integrare però con esercizi aerobici a basso impatto (come una camminata veloce) e con esercizi a corpo libero da fare a casa. Cercare di ritagliarsi 10/20 minuti al giorno per se e ripetere alcuni degli esercizi fatti a lezione instaura l’abitudine all’ascolto del proprio corpo e alla creazione di un proprio spazio di relax.

Qual è l’obiettivo principale del Pilates Vertebrale?

Lo scopo del Pilates Vertebrale è il corretto allineamento del corpo attraverso una serie di esercizi mirati al rinforzo della fascia addominale, all’allungamento dei muscoli antigravitari e alla coordinazione del movimento con la respirazione.

E’ vero che il Pilates Vertebrale fa dimagrire?

Il Pilates Vertebrale può essere affiancato a sport più aerobici, che senz’altro fanno “bruciare” di più, ma non è corretto affermare che faccia dimagrire.

Si può definire un allenamento cardiovascolare?

Questa tecnica può essere considerata a basso impatto cardiovascolare. Tuttavia, la gradualità dell’apprendimento porta ad un aumento delle difficoltà di esecuzione degli esercizi e quindi a un maggiore impegno del cuore e del sistema circolatorio in generale. Buona parte degli esercizi viene svolta in posizione supina, con gli arti inferiore sollevati, in modo da alleggerire l’attività vascolare periferica.

Qual è la differenza con il Pilates Matwork?

Il Pilates Vertebrale è un mix di 3 tipi di ginnastiche diverse e allo stesso tempo complementari. L’ho pensata, ideata e creata perché molto spesso alcuni allievi, durante le lezioni di Pilates Matwork, si dovevano fermare perché il loro corpo andava sotto stress. Da qui l’idea di sviluppare un protocollo di lavoro più vicino alle loro esigenze e che gli permettesse di tornare a casa meno doloranti e soddisfatti.

Ti va di provarlo?

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Come combattere la lombalgia: la guida definitiva

Il dolore alla schiena colpisce circa 8 persone su 10 e ha spesso una causa sconosciuta. I sintomi sono spesso causati da vizi posturali, da movimenti scorretti svolti durante l’attività lavorativa o da stress psicologici. Vediamo cos’è la lombalgia, come prevenirla e curarla con l’attività motoria.

Le lombalgie sono molto comuni in entrambi i sessi. Possono verificarsi a tutte le età ma compaiono generalmente dopo i 25/30 anni. Sono caratterizzate da un dolore più o meno intenso al tratto lombare o al passaggio lombo-sacrale. Questo dolore a volte si allarga alla natica e alla parte posteriore della coscia, da uno o entrambi i lati.

LOMBALGIE ACUTE

La lombalgia può comparire in modo acuto, all’improvviso e durante una situazione di pieno benessere, in genere in conseguenza di uno sforzo, come quello di sollevare un peso o compiere un movimento brusco di torsione del corpo. Il dolore è molto violento e può essere accresciuto anche da piccoli movimenti, come colpi di tosse e starnuti. Questi episodi, per quanto dolorosi e intensi, non devono allarmare: non sono espressione di alcuna lesione grave, non presentano legami con l’ernia del disco e sono destinati a risolversi, anche spontaneamente, in un tempo più o meno breve.

LOMBALGIE CRONICHE

Vi sono casi, invece, in cui il dolore al tratto lombo-sacrale appare in modo graduale, non raggiungendo il grado di intensità della forma acuta ma persiste, in modo continuo, anche per anni. Nella vita delle persone che soffrono di lombalgie croniche si possono avere frequenti episodi di acutizzazione del dolore, scatenati a volte da sforzi di lieve entità, che durano pochi giorni per poi lasciare la persona in uno stato di continuo indolenzimento e insufficienza lombare.

CURA E PREVENZIONE

La cura della lombalgia è insieme di tipo medico e fisico. Nei casi più gravi, il medico di solito prescrive farmaci antireumatici, antinfiammatori e antinevritici. La scelta del farmaco, la posologia e la durata della cura varia a seconda della persona e della lombalgia stessa. Il riposo non dovrà essere assoluto: è infatti dimostrato che la lombalgia beneficia del movimento moderato, ossia di un movimento che mantenga attiva la circolazione del sangue, senza porre sotto sforzo la colonna vertebrale. Al contrario, è sconsigliabile restare sa lungo a letto e seduti.

I BENEFICI DEL PILATES VERTEBRALE

Il protocollo di lavoro del Pilates Vertebrale, mette insieme i benefici del metodo classico del Pilates, insieme a quelli della Ginnastica Posturale e dello Yoga, per prevenire e curare il mal di schiena in tutte le sue forme: lombalgie acute e croniche incluse. Se hai già provato altri tipi di attività ma non ne hai trovato giovamento, è arrivato il momento di risolvere definitivamente il tuo problema e di riprendere in mano la tua vita.

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3 luoghi comuni (sfatati) sullo stretching

A volte, lo stretching viene considerato il rimedio di tutti i mali oppure gli si attribuiscono benefici che non trovano un riscontro effettivo. Vediamo di seguito le false credenze più comuni che trattano dei presunti benefici di questa pratica sulle prestazioni o sul recupero muscolare.

Lo stretching finalizzato al riscaldamento e al recupero muscolare

Lo stretching e il riscaldamento (meglio se si chiama “attivazione”) sono due pratiche ben distinte: l’allungamento muscolare non aumenta infatti la temperatura corporea e, soprattutto, non migliora la vascolarizzazione. E’ piuttosto il contrario. Gli esercizi di stretching, in particolare quelli statici, tendono a comprimere le strutture vascolari per mezzo delle tensioni che si creano durante lo stiramento, producendo un ostacolo al flusso sanguigno anzichè l’incremento cercato. Iniziare un allenamento partendo dallo stretching è quindi sconsigliabile. Allo stesso modo, lo stretching, non è utile ai fini di un miglior recupero, specie nei casi in cui si verificano i dolori post esercizio. Essendo tali dolori derivati da piccole lacerazioni del muscolo, un intenso stiramento rappresenterebbe un ulteriore sovraccarico di tensione.

La prevenzione degli infortuni per mezzo dello stretching

Diverse ricerche hanno dimostrato che lo stretching è inutile, se non addirittura dannoso, nei confronti della prevenzione degli infortuni muscolari. Infatti, per mezzo di un allungamento sistematico, gli atleti riescono ad aumentare la propria mobilità articolare ma, allo stesso tempo, abituano le strutture muscolari e i recettori muscolari a sopportare tensioni sempre maggiori, facendo, in parte, perdere sensibilità anche ai recettori del dolore. La verità, come sempre, è nel mezzo. E’ bene farlo ma… Senza esagerare.

Lo stretching come preparazione agli impegni di forza e potenza

E’ stato dimostrato che un allungamento statico prolungato, effettuato prima di una competizione o di esercizi di forza massima, genera una diminuzione della forza stessa. Alcune importanti ricerche in merito mostrano, infatti, un calo dell’attivazione muscolare e significativi decrementi di forza (decremento che sembra durare fino ad un’ora dopo la fine dello stretching).

Alcuni consigli per l’utilizzo corretto dello stretching

  1. Effettuare sempre un prolungato riscaldamento generale, prima dello stretching;
  2. Mantenere una trazione costante di circa 15-30 secondi;
  3. Evitare i molleggi… EVITARE I MOLLEGGI (meglio ripeterlo);
  4. Evitare di arrivare alla soglia del dolore;
  5. Evitare allungamenti improvvisi della muscolatura attuando una progressione d’intensità;
  6. Mantenere una respirazione lenta e controllata, senza apnee;
  7. Mantenere la concentrazione sulle sensazioni muscolari;
  8. Nella pratica a coppie, evitare confronti o gare sospendendo l’esercizio se richiesto dal compagno;
  9. Evitare prolungate esercitazioni di allungamento muscolare prima di un impegno di forza.

E tu? Fai regolarmente stretching?

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Dimagrire o tonificare? Ecco chi vince e perchè!

Se il tuo obiettivo è dimagrire e/o tonificare, una cosa è certa: per raggiungerlo c’è bisogno che la motivazione resti sempre alta. In questo articolo ti spiego se è meglio l’uno o l’altro e, soprattutto, come fare per raggiungerlo.

Alzi la mano chi, almeno una volta nella sua vita, ha messo piede in un centro fitness con la voglia (e tutta la speranza) di cambiare il suo aspetto fisico e, di conseguenza, la sua vita. (Giù la mano). E adesso alzi la mano chi, purtroppo, ha miseramente fallito! (Giù la mano). Ti siete mai chiesto il perché? E soprattutto… A chi o cosa hai dato la colpa?

  • Sono troppo stanco.
  • E’ troppo faticoso.
  • Non ho tempo.
  • Non ho raggiunto l’obiettivo sperato.

Sono alcune delle frasi che, ancora oggi, sento dire dalla maggior parte delle persone sedentarie che mi circondano e che ad una bella e rigenerante sudata in palestra preferiscono la comodità di una poltrona e l’intrattenimento (negli ultimi tempi molto discutibile) della TV. Ma perché le persone non fanno “sport” e perché (ancora peggio) lo abbandonano? La risposta è molto semplice: difetto di cultura (sportiva). All’Italiano medio lo sport piace guardarlo, non farlo… E se mai decide di farlo, vuole risultati rapidi e indolore. La maggior parte delle persone si iscrive in palestra per dimagrire e tonificare: obiettivi senz’altro nobili ai quali gli istruttori cercano di dare risposta con allenamenti più o meno personalizzati. Ma è davvero questo quello che le persone vogliono davvero?

Ti faccio un esempio: anni fa, una signora di 40 anni iniziò a frequentare alcuni dei miei corsi collettivi. Mi disse che voleva dimagrire e tonificare (c.v.d.) ma i suoi occhi erano spenti. Si capiva benissimo che nella sua vita c’era qualcosa che non andava e che l’obiettivo dichiarato non era allineato con l’obiettivo reale. Piuttosto che concentrarmi sul primo, cercai di coinvolgerla il più possibile all’interno del corso, cercando di farle capire l’importanza che il fitness può avere non solo a livello fisico ma soprattutto a livello psicologico e di allenarla in maniera piacevole con esercizi facili, efficaci e divertenti. Il risultato è stato che dopo un po’ di tempo mi ha confessato il reale motivo della sua iscrizione ringraziandomi per il lavoro svolto e per essere andato oltre le apparenze. 

Quello che ho imparato da questa e da tante altre storie come questa è che l’istruttore (e in generale chi si occupa di sport, fitness & wellness) deve andare oltre a ciò che gli viene “detto” e andare ad esplorare tutto il mondo del “non dichiarato”. Probabilmente, nel caso specifico, se mi fossi fossilizzato semplicemente sull’obiettivo dichiarato, l’avrei persa dopo un mese. Invece, a distanza di anni, so per certo che lei continua a fare sport. E per me è una grandissima vittoria.

Dimagrire e/o tonificare è importante, è vero… Ma per me lo è ancora di più rendere piacevole l’allenamento. A chi mi dice che è stanco, provo che dopo una sessione di allenamento si sentirà più energico. A chi mi dice che è troppo faticoso, provo che ognuno può lavorare secondo le proprie possibilità. A chi mi dice che non ha tempo, provo che è solo una scusa e a chi mi dice che non ha raggiunto l’obiettivo sperato provo che non hai mai trovato una persona capace di motivarla come si deve.

Il Fitness può diventare uno stile di vita solo se diventa piacevole farlo. Adesso alzi la mano chi fa una cosa perchè gli piace farla! (Giù le mani!) Ti aspetto!

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Come avere degli addominali da favola

L’allenamento dei muscoli addominali riceve da sempre la massima attenzione da parte di molte persone che si dedicano allo sport. Ma sappiamo davvero tutto sul corretto allenamento di questa parte del corpo? Scopriamolo insieme!

Le attrezzature viste in TV possono rendere più efficace il mio allenamento?

Le persone anziane o fisicamente poco attive possono usare questi attrezzi per evitare movimenti inutili, dovuti per di più alla mancanza di esperienza: tutti gli attrezzi prevedono infatti un supporto per le braccia e un appoggio per la nuca per isolare il più possibile il gruppo muscolare addominale. Molti di questi sono presentati come “potenziatori” del “crunch” o del “sit up” ma solo in rarissimi casi apportano un reale vantaggio. Meglio lavorare a corpo libero.

“Come posso allenare gli addominali bassi?

Anche se il Retto dell’Addome è un unico muscolo, è stato dimostrato che prevede alcune differenze nel coinvolgimento delle due zone prese in esame. Tali differenze però, sono talmente lievi, da essere trascurabili. Dalle ricerche più avanzate si evince che quasi tutti gli esercizi attivano maggiormente la parte alta. Solo il “crunch inverso” o “reverse crunch” ha dimostrato una inversione di tendenza. L’esercizio principe è sicuramente il “crunch su fitball” in quanto la componente di oscillazione dell’attrezzo richiede un maggior coinvolgimento del muscolo.

Quanti addominali devo fare prima di vedere dei risultati?

Ricorda che nessun esercizio fa dimagrire in modo mirato, pertanto non è necessario fare solo tanti addominali. Per perdere l’odiata “pancetta” devi quindi ridurre il grasso corporeo totale, combinando possibilmente una corretta alimentazione e un adeguato allenamento. E per farlo non bastano pochi minuti al giorno: occorre un corretto piano di attacco che solo un bravo Personal Trainer ti saprà indicare.

ESERCIZI. CRUNCH E PLANK SU FITBALL

Per il primo esercizio puoi effettuare 3 serie da 15 ripetizioni con respiro lento e profondo; per il secondo esercizio (che puoi eseguire anche senza fitball), puoi effettuare 3 serie da 30 secondi l’una.

Se poi vuoi iniziare un percorso di benessere a 360°, clicca il pulsante qui in basso ed entra nel nostro Premium Club.

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La postura perfetta: la guida definitiva

Come assumere atteggiamenti corretti della colonna vertebrale durante la vita di tutti i giorni.

La vita che conduciamo è ricca di momenti e occasioni che influiscono negativamente sulla nostra colonna vertebrale. Stare seduti per troppo tempo, guidare, trasportare carichi troppo pesanti o stare sui tacchi, sono tutti “traumi” a cui sottoponiamo il nostro corpo durante la giornata. Dannosa è, soprattutto, la cosiddetta “insufficienza muscolare funzionale” che, in parole povere, può essere tradotta in scarsa (o inesistente) attività fisica programmata e controllata.

La conseguenza di una scarsa stimolazione muscolare è una postura scorretta che, nei casi più gravi, può portare ad infiammazioni e dolori che possono cronicizzare nel tempo.

DIFFERENZE TRA LA SCHIENA DI UNA PERSONA ALLENATA E DI UNA SEDENTARIA

Il miglioramento della muscolatura del tronco ci permette di ridurre notevolmente il carico destinato ai dischi intervertebrali lombari. Per questo. un’attività fisica ben condotta e mirata può diminuire molto le possibilità di insorgenza del mal di schiena e attenuare i malesseri da questo derivati.

Oltre ad una corretta attività motoria, è estremamente importante, però, conoscere le posizioni corrette da far assumere alla nostra colonna vertebrale durante la vita e i gesti di tutti i giorni.

IN PIEDI

Nella posizione eretta, il carico di tutto il corpo viene sopportato dalla colonna, che ha il suo unico punto di appoggio nel bacino, a sua volta bilanciato dagli arti inferiori. Quando senti una lieve stanchezza nella zona bassa della schiena e devi rimanere per forza in piedi, prova a piegare leggermente le gambe all’altezza delle ginocchia, e sposta una parte del vostro peso proprio sugli arti inferiori.

SEDUTI

Quando ti siedi su una poltrona comoda o sul divano cerca di non scivolare in avanti e mantieni la zona lombare sempre aderente allo schienale. Evita poltrone e divani con la seduta troppo morbida e di tanto in tanto, sgranchisci un po’ il corpo, camminando un po’.

Se studi o passi molto tempo alla scrivania, utilizza sedie e tavoli proporzionati. Se usi il computer, è consigliabile mantenere una giusta distanza tra gli occhi e lo schermo. Anche la tastiera dovrà essere ad una altezza adeguata alle braccia (il rischio è quello di sovraccaricare il muscolo “trapezio” e la parte alta della colonna vertebrale).

Fai attenzione anche in auto. Un’errata regolazione dei sedili, spesso costringe gli automobilisti in posizioni scorrette e pericolose. Prova ad usare un cuscinetto lombare semisferico e a non lasciare troppa distanza tra sedile e volante (anche qui il rischio è quello di sovraccaricare il muscolo “trapezio” e la parte alta della colonna vertebrale).

NON DIMENTICARE DI FARE SPORT

Ritagliati un po’ di tempo per te e per trattare bene il tuo corpo. L’attività motoria, infatti, ti permette di prevenire e curare i dolori dovuti ad una postura scorretta nonché di migliorarla e correggerla.

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Tacchi alti e postura

Portare i tacchi alti per periodi troppo lunghi altera l’equilibrio della colonna vertebrale. Vediamo perché e come fare meno danni possibili.

Utilizzare troppo frequentemente tacchi alti può comportare alcuni rischi in termini di alterazioni della postura: la natura ha infatti progettato il nostro corpo per camminare a piedi scalzi, senza nessun tipo di rialzo al tallone. Portare un tacco alto significa pertanto alterare l’equilibrio corporeo e le curve della colonna vertebrale, con il risultato che anche tutte le altre articolazioni dovranno assumere un’innaturale posizione di compenso.

Se si osserva di lato una donna che porta i tacchi alti, si nota infatti, come sappiamo, una variazione delle curve della schiena, in particolare del tratto lombare, che diventa più accentuato. I tacchi alti potrebbero essere la causa di un improvviso mal di schiena e, dato che a causa di questo tutta la muscolatura del corpo tenderà ad irrigidirsi, anche di saltuari mal di testa. I tacchi alti modificano inoltre le pressioni nelle zone di contatto tra piede e suolo. Nella normale stazione eretta, a piedi nudi il tallone presenza una pressione leggermente più alta rispetto all’avampiede (53% VS 47%). L’uso di un tacco eccessivo altera anche queste proporzioni: il baricentro si sposta in avanti, le ginocchia risultano più piegate del normale e, di conseguenza, durante l’appoggio plantare si impegnano maggiormente gli avampiedi.

E’ dimostrato che un tacco di 7,5 cm. crea un affaticamento all’avampiede di circa 7 volte maggiore rispetto ad un tacco di 2,5 cm.: uno stimolo nocivo da cui a volte derivano deformazioni delle forme delle dita, come ad esempio, l’alluce valgo.

TACCHI ALTI E DISTRIBUZIONE DEL PESO

  • A piedi nudi: 57% del peso sul tallone, 43% del peso sull’avampiede.
  • Con un tacco di 2 cm.: 50% del peso sul tallone, 50% del peso sull’avampiede.
  • Con un tacco di 4 cm.: 43% del peso sul tallone, 57% del peso sull’avampiede.
  • Con un tacco di 6 cm.: 25% del peso sul tallone, 75% del peso sull’avampiede.
  • Con un tacco di 8 o più cm.: 0-10% del peso sul tallone, 90-100% del peso sull’avampiede.

CONSIGLI UTILI

  1. Scegli delle scarpe che si adattino al meglio alla forma del tuo piede.
  2. Se devi acquistare un nuovo paio di scarpe, fallo nel pomeriggio, quando le gambe sono piuttosto stanche e più gonfie: questo ti servirà per capire se la scarpa che stai acquistando potrà essere potenzialmente costrittiva in alcuni momenti della giornata.
  3. Non utilizzare scarpe con tacchi alti costantemente e tutti i giorni. Lascia riposare l’avampiede.
  4. Scegli scarpe con tacchi non superiori ai 5 cm. Oltre i 5 cm. il peso del corpo si concentra sull’avampiede causando un affaticamento di dita, ginocchia e schiena. Un tacco alto riduce, inoltre, la circolazione del sangue e il ritorno venoso.

INIZIA A FARE SPORT

VitAttiva ti propone un percorso specifico con live class ad hoc come il Pilates Vertebrale e il Mobility & Stretching. Non trascurare la tua salute e investi nel tuo benessere.

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